Energia rinnovabile: biomasse

La biomassa e’ una qualsiasi sostanza di origine biologica, non fossile, che possiede una natura organica.

Una fonte di energia da biomasse e’ una sostanza di origine vegetale o animale, utilizzata per generare energia.

La biomassa per eccellenza e’ la legna che una volta essiccata e’ subito pronta per essere bruciata.

Gli scarti vegetali o i rifiuti urbani necessitano di un processo di lavorazione piu’ elaborato.

La conversione delle biomasse in energia si ottiene con diversi metodi.

Combustione, carbonizzazione, pirolisi e gassificazione sono processi termo-chimici, sistemi di trasformazione che necessitano dell’apporto di calore.

Il processo bio-chimico consiste nella fermentazione del materiale organico in assenza di ossigeno. Con questo sistema si ottiene un biogas da impiegare come combustibile o per la produzione di energia elettrica.

Oggi alcuni paesi stanno sperimentando coltivazioni pilotate di vegetali a crescita veloce da convertire in biomasse.

Questo tipo di soluzione comporta diversi problemi:
– non e’ possibile coltivare un solo prodotto per tutto l’anno.
– per ottenere un rendimento soddisfacente e’ necessario avere vaste aree di terreno destinate esclusivamente alla produzione della bio-massa.
– l’impiego di una grande quantità di acqua, necessaria all’irrigazione dei campi da coltivare.
– le biomasse hanno un potere calorifico moderato e il processo di trasformazione in energia produce inquinamento.

La controversia piu’ grande riguarda sicuramente lo scontro con l’agricoltura alimentare.

Una conversione della coltivazione alimentare in terreno per biomassa porta ad una diminuzione dell’agricoltura tradizionale ed a una successiva crescita dei prezzi dei generi alimentari, come pane e riso, necessari alla sopravvivenza delle popolazioni piu’ povere. isolamento termico tecniche d’isolamento tecnico.

L’isolamento termico riduce lo scambio di calore che accade quando un ambiente e’ piu’ caldo o piu’ freddo rispetto ad un altro.

Lo scambio termico si produce nelle stagioni invernali, quando la casa riscaldata rilascia calore all’esterno e nelle calde stagioni, in cui avviene esattamente l’opposto.

L’isolamento termico fa risparmiare energia. Perche’ in una struttura isolata s’impiega meno energia per riscaldare o raffreddare l’ambiente rispetto ad una non isolata.

Negli ambienti isolati termicamente le fuoriuscite di calore da pareti, tetto e infissi sono limitate il piu’ possibile.

A protezione degli infissi, uno dei punti deboli dell’edificio, si inseriscono finestre a doppio o triplo vetro.

Il tetto, la parte piu’ esposta ai raggi solari di ogni struttura, e’ isolato con una buona copertura.

Sulle pareti esterne s’interviene mediante la costruzione di un cappotto termico, che consiste nel disporre su tutta la superficie esterna e verticale dell’edificio una serie di pannelli isolanti.

Il cappotto rallenta il degrado della struttura ed elimina problemi come infiltrazioni, muffe o ponti termici.

I materiali isolanti possono essere di origine naturale come cotone, sughero e pannelli in legno o sintetici come polistirolo espanso e lana di vetro.

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